Di Nanni Moretti ed altre storie


Prendo spunto dal post di un’amica, che dice che “il jolly è avere equilibrio a cavallo” lasciando inteso che questo insegnamento si debba applicare anche nella vita, per parlare un pò di me e di ciò che in fondo mi ha spinto ad aprire questo blog. Chiamiamola arteterapia. 

Se c’è una cosa che in questo periodo ho proprio capito è che mi manca l’equilibrio: sono testardamente ed ostinatamente squilibrata, incostante e poco incline all’autostima.
Ma c’è un perché e oggi ve lo voglio raccontare. Della serie chissenefrega stiamo al passo coi proclami del mondo cibernetico.

In realtà stavo abbastanza bene fino a ieri mattina (che dici, jolly-amica mi leggi forse nel pensiero?), o forse era solo un’illusione. Venerdì mi è arrivato il 3° ciclo dal giorno del mio aborto spontaneo ed un altro centimetro della mia ben nota altezza è andato a farsi benedire…
Poi ieri pomeriggio sono andata all’ultima seduta concordata con l’osteopata (il mio personale eroe della mia prima tanto sospirata ed unica mini gravidanza) e per concludere il nostro percorso in bellezza, dopo aver cominciato a farfugliare qualcosa sui dubbi che avesse riguardo ad un’ipotetica endometriosi mai diagnosticata (che in realtà anni fa mi avevano diagnosticato e poi smentito), via che ho cominciato a piangere senza ritegno, perché tra me e me pensavo che se adesso pure lui avesse cominciato con la storia dell’endometriosi sarebbe proprio finita e avrei potuto metterci definitivamente una pietra sopra al sogno di rimanere incinta… Poi invece dopo svariate manipolazioni e litri di lacrime la sentenza: io ero sana come un pesce e a quel punto l’unica cosa che mi sarebbe rimasta da fare era di cercare chiarezza con me stessa e decidere se in cuor mio io l’avessi mai veramente chiesta questa gravidanza e se sì se l’avessi chiesta nel modo giusto.
E io che pensavo a Nanni Moretti e alle “parole che sono importanti”. “Come parlaaaaa? Come parlaaaa?”  sbraitavo dentro di me. Non puoi stroncarmi da togliere il fiato 20 minuti prima e poi sentenziare la mia sanità fisica e presunta insalubrità mentale o spirituale che sia…
Che poi il povero osteopata (che rimane comunque sempre nel rango di eroe) non è stato così brutale come sembra, ma io a quel punto amplificavo ogni gesto, ogni parola, ogni intenzione. E alla fine siamo finiti a parlare di Dio e questo mi ha mandato ancora più all’aceto, perché il mio bisogno di Dio di questi ultimi 20 anni è un bisogno razionale e scaramantico e in definitiva no non lo so se abbia senso crederci veramente o meno.
Prego Dio ogni giorno quando mi infilo in macchina e mi metto alla guida col terrore di capottare di nuovo in autostrada come quella mattina di 2 anni fa in cui ne sono uscita praticamente illesa (per lo meno nel fisico) e viva per miracolo. Oh sì come lo prego bene, e se non lo faccio mi scatta il pensiero propiziatorio, della serie se adesso mi capita qualcosa è perché non ho pregato! Recito un eterno riposo stizzito quando muore la mia zia-mamma dopo 2 anni di agonia che non sono serviti a nulla e non ne capisco il senso. Non lo ringrazio il mio Dio se però alla sera torno a casa illesa dai pericoli della strada. Non ho sentito neanche di doverlo ringraziare quando finalmente sono rimasta incinta dopo più di 4 anni di tentativi. Ecco, questo è il mio rapporto con Dio.
Ora, secondo il mio osteopata, che a giudicare dai crocifissi e dalle madonne appese in studio è molto devoto, dovrei rivolgermi alla Madonna. Mi ha detto che uscita di lì sarei dovuta passare alle edizioni Paoline e cercare il libro di “Maria che scoglie i nodi”. Con dolcezza e gentilezza e in tutta amicizia mi ha consigliato questo, aggiungendo di smetterla di caricarmi di colpe che non sono mie, che non mi consentono di avere una vita serena e che non mi permettono di liberarmi verso una maternità felice e consapevole.
Ok. Apriamo una parentesi e torniamo indietro di circa 2 anni. Questa “sentenza” l’aveva emessa indovinate chi? Una pranoterapeuta! Orrore, il diavolo e l’acqua santa! Se lo sapesse il mio devoto osteopata! La cosa bella è che la “cura” che mi proponeva lei era la versione laica di quella proposta da lui. Dovevo praticare quotidianamente una sorta di esercizio di auto-analisi, auto-consapevolezza e scrittura delle mie paure,delle mie angosce e delle mie colpe e con pratiche ancestrali chiedere la risoluzione di tutti i miei drammi. Perché solo dall’acquisizione della consapevolezza dei propri limiti e dei propri demoni si ha la liberazione e la guarizione o giu di lì…che detta così suona male ma alla fine è vero.
Ve l’ho già detto che la costanza non è il mio forte? Ecco, potete immaginare quanto siano durate le mie pratiche…nondimeno pregiudicando ancor più la mia disistima.
Ma io sono caparbia e allora ieri con gli occhi ancora gonfi dal pianto mi sono diretta alle mitiche edizioni Paoline, che quando ero una brava cattolica (ma poi lo sono veramente mai stata? ma questa è un’altra storia) frequentavo con una certa frequenza. Con titubanza mi sono rivolta al commesso chiedendo che mi mostrasse questo misterioso libro di Maria che scioglieva ‘sti benedetti nodi, aspettandomi di incappare in un saggio di psicologia cristiana e invece ecco che mi indica uno scaffale in cui campeggia la scritta “sconfiggere il diavolo”. Oddio, devo forse praticare delle tecniche di auto esorcismo? Mentre mi chiedo quanto in basso sia caduta questa volta, e cosa mai possa aver pensato su di me il commesso paolino, scopro che il mio prontuario di psicologia mariana in realtà è una novena alla Madonna  dei Nodi, con tanto di spiegazione di origine del culto di questa Madonna, (peraltro interessante). Morale della favola, dovrei praticare questa novena per 9 giorni di seguito, con tanto di rosario, invocazioni e chi più ne ha più ne metta.
La scettica scaramantica che è in me mi spinge alla pratica assidua di tutto ciò, ma tale prassi comprende anche un momento di meditazione sulla parola del vangelo. Scaramanzia o meno non credo di avere la capacità di meditare su una cosa su cui penso di dover credere per convenienza e debolezza umana. Quindi che lo faccio a fare? Cara Madonna dei miei nodi, se ti prego ma alla fine non so se ci credo veramente va bene lo stesso?
E concludo, dicendovi quello che ho detto all’osteopata, che sono sì triste ma ancora più sono arrabbiata. Perché io proprio non capisco il motivo per cui debba passare tutte queste peripezie per rimanere incinta quando ogni giorno nascono bambini da genitori che non li vogliono o che li vogliono per capriccio. Non capisco il perché e se ci debba essere un disegno superiore in tutto ciò, perché io debba fare da “vittima sacrificale” e perché in parole povere debba essere tutto così sofferto e complicato invece che semplicemente e meravigliosamente semplice.
Dedicato alla mia amica: il Jolly è avere la forza di trovare un equilibrio.

10 commenti:

  1. Uh, Ale, quanti spunti ci sono in queste righe. Le ho lette d'un fiato e lo farò ancora, con calma. Non disserterò di religione e spiritualità, perchè è difficile inquadrare il mio punto di vista, figuriamoci quello altrui. Però la rabbia di chi si sente vittima di ingiustizia, quella la capisco benissimo. Perchè faccio parte di quelle donne che hanno avuto la grazia di due maternità facili, ma anche di quelle che hanno perso troppo presto la propria, di madre. Questo non per fare la gara delle sfighe, ma per dire che -secondo me- ognuno di noi ha una rabbia dentro da urlare. Non so poi come la si possa risolvere. Ma credo che riconoscerla e tirarla fuori sia già un primo risultato. No? Magari questo tuo post è proprio l'inizio. O un passo importante per avvicinarti a quel jolly che ci serve tanto!;) - sapessi a me!
    (Inutile dire che ti/ci auguro di trovare tutte le risposte. E di arrivare in fretta a quello che stai cercando)

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    1. Fioly, immagazzino e porto tutto nel cuore da tirare fuori nei momenti difficili. E per il momento ti ringrazio contraccambiando la forza che mi hai dato…E speriamo di farla prima o poi questa scampagnata a cavallo insieme! (Prometto che non sarò paturniosa, mi sto esercitando nell’arte del sorriso, che fa sempre bene a te e a chi ti sta vicino!) 

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  2. cara, per me puoi venire con le lacrime in tasca o con la tua migliore risata. mi basta vederti e che ti faccia stare bene. a prestissimo!

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  3. Ciao, vengo dal blog di Fioly e capisco perfettamente la tua rabbia. Sono una mamma diversamente fertile che è diventata tale solo dopo un lungo, doloroso e complicato percorso di fecondazione in vitro. Hai ragione sul fatto che quello che per alcuni è la cosa più facile da raggiungere per altri è una meta lontanissima, come hai ragione ad essere arrabbiata riguardo alle ingiustizie della vita. Non so cosa può darti conforto, se il vangelo, l'abbraccio di un'amica, correre fino allo sfinimento o imprecare e piangere tutte le lacrime del mondo per toccare il fondo e risalire. Ognuno ha i suoi metodi e nessuno è valido a priori. Credo però che provare rabbia non ti faccia bene. Non sei sola. Siamo davvero in tante ad avere problemi di questo tipo. ( Ho scoperto un mondo di donne nel web che si supportano a vicenda come sorelle, madri, amiche).Sapere che non si è sole aiuta. Forse il senso della Madonna è questo. Non è una madre, donna che aiuta altre?
    Raffaella

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    1. grazie delle tue bellissime parole Veronica...Il termine diversamente fertile lo trovo geniale e ho versato la mia ennesima lacrimuccia...tra la'altro credevo di essere di nuovo incinta e invece 1 ora fa l'ennesima disillusione...

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    2. ..tra la'altro sono anche un pò rinco perchè ti ho chiamata Veronica e non Raffaella...scusaaa!

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  4. Cara, innanzitutto grazie per aver fatto una visitina al mio (abbozzo di) blog. Capisco perfettamente il tuo punto di vista. Sono anch'io diversamente fertile. Ho scoperto, appena ho iniziato a cercare un bimbo, che a 36 anni avevo già esaurito la mia scorta di ovetti. A nulla sono valse le preghiere, le danze pagane al dio della fertilità, e neanche i "riti da integralista cattolica" ostentati da mia suocera. Capisco anche la tua incazzatura oltremisura perchè Dio, l'inesorabile fato, la Natura cattiva dà ad alcuni e toglie ad altri (conosco persone che fanno uso di eroina e fanno figli con estrema facilità). Ho smesso di pormi domande, d'incazzarmi ulteriormente e cerco in ogni modo di avvalermi dell'unica cosa che potrebbe permettermi di essere madre: la medicina della riproduzione, sia omologa (che non ha funzionato!) che eterologa (il prossimo anno volerò a Praga), Posso anche credere alla Madonna, ma senza illudermi che sarà questo a regalarmi il dono della maternità, perchè finora non è mai successo. In becco alla cicogna :*** EMME

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    1. Innanzi tutto il tuo "abbozzo di blog" promette assai bene, specialmente i tuoi disegnini che trovo favolosi! Partecipo alla la bai jia bei di "ninacerca.blogspot.it" e anche io come te volevo ricavare delle stoffine dai miei disegni...
      Per il resto, ho scoperto che ci sono tante donne diversamente fertili come noi che con le loro parole ed i loro racconti mi hanno dato e continuano a darmi tanta forza e coraggio per non mollare. Benvenuta tra noi dunque, spero che ne trarrai anche tu tutti i benefici! ...e in becco alla cicogna a te!:)

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    2. Conosco il blog di Nina, infatti l'iniziativa del BJB l'ho presa da lei, solo che ho deciso di scambiare le stoffine con altre ragazze (anche mamme grazie alla PMA o comunque dotate di una certa sensibilità). Dunque, se vuoi, possiamo scambiarci gli indirizzi civici per effettuare questo meraviglioso change di quadratini di stoffa, se ti va, anche perchè penso che porti bene (ebbene sì, sono scaramantica). Grazie per il benvenuto, ne sono lusingata! Credo che entro l'autunno potrai leggere la mia conchiglia sulla spiaggia di Nina. Ci sarà anche la tua? Vorrei tanto leggere la tua perla :) xxxxxxxxx!!! Ti ringrazio per i complimenti che mi fai. Questo posto (il tuo blog) è un luogo accogliente e trabocca di creatività. Sei un'artista! Quanto vorrei avere almeno la metà della tua manualità e della tua fantasia. Torna ancora a trovarmi, sei la benvenuta :***

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    3. Emme grazie tanto per i complimenti al mio blog! Compatibilmente con i miei tempi di elaborazione (sono un'insensata perfezionista...) mi piacerebbe molto scambiare le stoffine con te. Ho provato a cercare la tua mail per mandarti un messaggio privato ma non l'ho trovata. Mi scrivi tu? Così ci scambiamo gli indirizzi!
      ...La mia perla per il momento non ci sarà, sono ancora nella fase di elaborazione del lutto...ma mai dire mai...:)

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Prendi una donna mediamente nostalgica, uniscila ad un uomo esuberante, condisci con un gatto viziato, mescola tutto in un paesello della provincia del torinese, Volpiano, ecco creato il “Clan delle Volpi”… La donna nostalgica sono io, Alessandra, e questo è il mio blog personale, dove prendo ispirazione, motivazione e dove condivido i miei esperimenti creativi. Sono felice di conoscerti e della tua visita e se mi lascerai un commento mi farai contenta!

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